UniMod 5. DAL 1° OTTOBRE 2016 SARÀ OBBLIGATORIO PER LA GENERAZIONE DEL NUOVO MODELLO UNICO INFORMATICO (DTD 2016)

Dal 1° ottobre 2016 i documenti redatti con le precedenti specifiche tecniche NON SARANNO PIÙ ACCETTATI dall’Agenzia delle Entrate.

L’adozione delle nuove specifiche tecniche per l’invio degli adempimenti in materia di registrazione, di trascrizione, iscrizione e annotazione nei registri immobiliari e di voltura catastale È OBBLIGATORIA.

L’Agenzia delle Entrate ha approvato le nuove specifiche tecniche con provvedimento del 17 marzo 2016 (GU Serie Generale n.73 del 29-3-2016).

 

Vi invitiamo pertanto:

– a controllare di aver installato l’ultima versione disponibile del software UniMod;

– a verificare con la vostra software house di aver provveduto al necessario adeguamento.

 I CONTENUTI

L’aggiornamento delle specifiche tecniche del Modello Unico Telematico (rispetto alla versione di aprile 2008), serve ad accogliere nuove informazioni utili alla registrazione e/o alla trascrizione e/o alla voltura in base alle circolari emanate nel frattempo (o in corso di emanazione). Sono state inoltre apportate delle ottimizzazioni utili alla corretta gestione di alcune tipologie di formalità o per implementare l’attuale livello di automazione; sono state eliminate informazioni non più utilizzate.

È stato inserito un nuovo elemento IstanzaVoltura che accoglie gli elementi necessari per l’aggiornamento dell’intestazione catastale.

 

LE NOVITÀ

In sintesi:

  • vengono recepiti in via definitiva i nuovi codici atto per la trascrizione previsti dalla Circolare 24/E del 17 giugno 2015 ad integrazione di quelli contenuti nella circolare n. 128/T del 2 maggio 1995;
  • viene introdotta la possibilità di compensare anche i pagamenti integrativi;
  • i campi comune, sono trasformati da descrizione (Roma) a codice comune (H501);
  • si prevede che in futuro l’Adempimento Unico possa veicolare anche le istanze catastali e le volture derivanti da dichiarazioni di successione.

 

AREA LAVORO DELLA R.U.N.

Il nuovo UniMod 5 con il tracciato DTD 2016 è pubblicato sulla pagina della R.U.N. dedicata AREA LAVORO/Servizi online con la PA/ adempimenti telematici/adempimento unico, dove trovate anche il nuovo Manuale Utente.

L’Agenzia delle Entrate ha provveduto alla pubblicazione sul proprio sito della versione aggiornata del componente BlackBox.

CNN Notizie del 30 settembre 2016

ANTIRICICLAGGIO – LA COMMISSIONE EUROPEA INDIVIDUA UNDICI PAESI AD ELEVATO RISCHIO

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/1675 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 2016 che integra la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio individuando i paesi terzi ad alto rischio con carenze strategiche

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 20 settembre 2016 – L 254/1)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,

considerando quanto segue:

(1) L’Unione deve garantire meccanismi di protezione efficaci per l’insieme del mercato interno, al fine di aumentare la certezza del diritto per gli operatori economici e i portatori di interessi in generale nei loro rapporti con le giurisdizioni dei paesi terzi. L’integrità dei mercati finanziari e il corretto funzionamento del mercato interno nel suo complesso sono gravemente minacciati dalle giurisdizioni con carenze strategiche nei rispettivi quadri di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Le giurisdizioni che dispongono di quadri legali e istituzionali insufficienti con bassi standard per il controllo dei flussi di denaro pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione.

(2) Tutti i soggetti obbligati ai sensi alla direttiva (UE) 2015/849 dovrebbero applicare misure rafforzate di adeguata verifica nei loro rapporti con persone fisiche o entità giuridiche che hanno sede in paesi terzi ad alto rischio, garantendo così obblighi equivalenti per i partecipanti al mercato in tutta l’Unione.

(3) L’articolo 9 della direttiva (UE) 2015/849 stabilisce i criteri su cui deve basarsi la valutazione della Commissione e conferisce a quest’ultima il potere di individuare i paesi terzi ad alto rischio, tenendo conto di tali criteri.

(4) L’individuazione dei paesi terzi ad alto rischio deve basarsi su una valutazione chiara e obiettiva incentrata sul rispetto da parte di una giurisdizione dei criteri di cui alla direttiva (UE) 2015/849 per quanto riguarda il suo quadro legale e istituzionale in materia di antiriciclaggio di denaro e contrasto del finanziamento del terrorismo (Anti-Money Laundering/Combating the Financing of Terrorism — «AML/CFT»), i poteri e le procedure di cui dispongono le sue autorità competenti ai fini della lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, e l’efficacia del suo sistema AML/CFT per contrastare i rischi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

(5) Tutte le constatazioni su cui si basa la decisione della Commissione di includere una giurisdizione nell’elenco dei paesi terzi ad alto rischio dovrebbero essere documentate da informazioni fondate, verificabili e aggiornate.

(6) È essenziale che la Commissione riconosca pienamente i lavori pertinenti già intrapresi a livello internazionale per individuare i paesi terzi ad alto rischio, in particolare quelli del gruppo di azione finanziaria internazionale («GAFI»). Al fine di assicurare l’integrità del sistema finanziario mondiale, è della massima importanza che l’elenco dei paesi terzi stabilito a livello dell’Unione sia strettamente allineato, se del caso, agli elenchi concordati a livello internazionale. Promuovendo un approccio globale a livello internazionale, l’Unione contribuisce a migliorare l’integrità finanziaria a livello mondiale e a proteggere meglio il sistema finanziario internazionale da paesi ad alto rischio. Tale approccio globale permette di ottenere condizioni equivalenti per i soggetti obbligati ed evitare eventuali effetti negativi sul sistema finanziario internazionale.

(7) In linea con i criteri stabiliti dalla direttiva (UE) 2015/849, la Commissione ha tenuto conto di tutte le valutazioni di esperti disponibili riguardanti i fattori che contribuiscono a rendere un paese o una giurisdizione particolarmente esposti al pericolo di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo o altre attività finanziarie illecite. In particolare, la Commissione ha tenuto conto, ove appropriato, della versione più recente dei seguenti documenti: dichiarazione pubblica del GAFI, documenti del GAFI (Improving Global AML/CFT Compliance: on-going process), rapporti del GAFI sulla cooperazione internazionale e rapporto di valutazione reciproca del GAFI e dei gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI riguardo ai rischi presentati dai singoli paesi terzi, in linea con l’articolo 9, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2015/849.

(8) Tenuto conto del livello elevato di integrazione del sistema finanziario internazionale, della stretta connessione degli operatori del mercato, dell’elevato volume di operazioni transfrontaliere da e verso l’UE e del grado di apertura del mercato, si ritiene quindi che qualsiasi minaccia AML/CFT posta al sistema finanziario internazionale rappresenti anche una minaccia al sistema finanziario dell’UE.

(9) Conformemente alle ultime informazioni pertinenti, l’analisi della Commissione ha concluso che l’Afghanistan, la Bosnia-Erzegovina, la Guyana, l’Iraq, la Repubblica democratica popolare del Laos, la Siria, l’Uganda, Vanuatu e lo Yemen dovrebbero essere considerati giurisdizioni di paesi terzi con carenze strategiche nei loro regimi di AML/ CFT che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione. Tali paesi hanno preso per iscritto un impegno politico ad alto livello a rimediare alle carenze individuate e hanno elaborato un piano d’azione con il GAFI, il che dovrebbe garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva (UE) 2015/849.

(10) Conformemente alle ultime informazioni pertinenti, l’analisi della Commissione ha analogamente concluso che l’Iran dovrebbe essere considerato una giurisdizione di un paese terzo con carenze strategiche nel suo regime di AML/CFT che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione. Questo paese, individuato nella dichiarazione pubblica del GAFI, ha preso un impegno politico ad alto livello a rimediare alle carenze individuate e ha deciso di chiedere assistenza tecnica per l’attuazione del piano d’azione del GAFI, il che dovrebbe garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva (UE) 2015/849.

(11) Conformemente alle ultime informazioni pertinenti, l’analisi della Commissione ha analogamente concluso che la Repubblica popolare democratica di Corea dovrebbe essere considerata una giurisdizione di un paese terzo con carenze strategiche nel suo regime di AML/CFT che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione. Questo paese, individuato nella dichiarazione pubblica del GAFI, presenta rischi continui e sostanziali di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, avendo ripetutamente omesso di rimediare alle carenze individuate.

(12) È essenziale che la Commissione inviti le giurisdizioni dei paesi terzi identificate come ad alto rischio a cooperare pienamente con la Commissione e gli organismi internazionali al fine di concordare e attuare in modo efficace le misure per correggere le carenze strategiche nei loro regimi di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

(13) È di estrema importanza che la Commissione effettui un monitoraggio permanente degli sviluppi nella valutazione dei quadri legali e istituzionali dei paesi terzi, dei poteri e delle procedure di cui dispongono le autorità competenti e dell’efficacia dei loro sistemi di AML/CFT, al fine di aggiornare l’elenco dei paesi terzi ad alto con carenze strategiche,

 

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

 

Articolo 1

L’elenco delle giurisdizioni dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo che pongono minacce significative al sistema finanziario dell’Unione («paesi terzi ad alto rischio») figura nell’allegato.

 

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati. Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2016

 

Per la Commissione

Il presidente

Jean-Claude JUNCKER

 

***

 

ALLEGATO

 

Paesi terzi ad alto rischio

  1. Paesi terzi ad alto rischio che hanno preso per iscritto un impegno politico ad alto livello a rimediare alle carenze individuate e che hanno elaborato con il GAFI un piano d’azione.

 

N. Paese terzo ad alto rischio
1 Afghanistan
2 Bosnia-Erzegovina
3 Guyana
4 Iraq
5 Repubblica democratica popolare del Laos
6 Siria
7 Uganda
8 Vanuatu
9 Yemen

 

  1. Paesi terzi ad alto rischio che hanno preso un impegno politico ad alto livello a rimediare alle carenze individuate e che hanno deciso di chiedere assistenza tecnica per l’attuazione del piano d’azione del GAFI, individuati nella dichiarazione pubblica del GAFI.

 

N. Paese terzo ad alto rischio
1 Iran

 

III. Paesi terzi ad alto rischio che presentano rischi continui e sostanziali di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo avendo ripetutamente omesso di rimediare alle carenze individuate, che sono individuati nella dichiarazione pubblica del GAFI.

 

N. Paese terzo ad alto rischio
1 Repubblica popolare democratica di Corea

 

 

 


ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DEI BENI AI SOCI, COMMENTO ALLA CIRCOLARE 37/E DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti, rispetto a quelli già contenuti nella circolare n. 26/E del 1° giugno 2016, volti a precisare alcuni aspetti peculiari in materia di assegnazione e cessione agevolata.

La circolare n. 37 tratta di più temi, taluni che non riguardano direttamente la professione notarile, altri invece di maggiore interesse per la categoria.

Vengono segnalati innanzitutto tali ultimi argomenti e di seguito gli altri temi che possono comunque rilevare per la definizione della fattispecie agevolata.

 

ARGOMENTI DI MAGGIOR INTERESSE NOTARILE

a) identità dei soci al 30.09.2015

La circolare ha precisato che può costituire titolo idoneo a individuare i soci alla data del 30 settembre 2015 l’atto di trasferimento della partecipazione.

b) assegnazione e cessione di diritti reali parziali

L’Agenzia è tornata su alcune precisazioni già fornite in precedenza.

È stato chiarito che, sia in caso di cessione che di assegnazione aventi a oggetto – ad esempio – nuda proprietà /usufrutto sui beni da assegnare, costituiscono fattispecie agevolabili quelle nelle quali la società:

b1. risulti titolare di un diritto reale parziale sul bene (ad esempio, sia titolare della nuda proprietà e abbia dato in usufrutto o in abitazione il bene al socio) e si liberi del suo stesso diritto reale parziale assegnando o cedendo definitivamente il bene al socio (cfr. circolare n. 26/E del 2016);

b2. abbia la piena proprietà del bene e si liberi dello stesso bene assegnando o cedendo ai soci singoli diritti reali (ad esempio, usufrutto ad un socio e nuda proprietà ad un altro socio).

(Nello steso senso risposta a quesito n. 169-2016/T Est. A. Lomonaco-F. Raponi, in CNN Notizie del 27 luglio 2016)

È stato ribadito che non può mai essere oggetto di assegnazione o cessione agevolata il singolo diritto (usufrutto o nuda proprietà) in quanto lo stesso non è identificabile con il bene.

 c) cessione / assegnazione in comproprietà

L’agenzia non si è pronunciata sulla cessione / assegnazione del bene in comproprietà a più soci. In base alle argomentazioni della circolare n. 37 si può concludere per la soluzione positiva. (In questo senso risposta a quesito n. 89-2016/T est. Raponi, in CNN Notizie del 27 luglio 2016).

d) assegnazione e cessione agevolata per i beni concessi in affitto d’azienda

Il documento ha chiarito che possono essere assegnati/ceduti in via agevolata i singoli beni ricompresi nel contratto di affitto di azienda che, prima dell’assegnazione/cessione, non rientrino più nel contratto di affitto del complesso aziendale.

(Si segnala che si è giunti alla stessa conclusione (pur se sulla scorta di diverse motivazioni) nella risposta a quesito n. 183-2016/T Est. F. Raponi, in CNN Notizie del 27 luglio 2016).

e) assegnazione e cessione agevolata: la scelta più vantaggiosa sul piano fiscale non costituisce fattispecie elusiva

L’agenzia precisa che la scelta tra assegnazione e cessione agevolata dei beni ai soci potrebbe determinare degli effetti fiscali differenti in capo ai soci e alla società.

È stato precisato a tal proposito che la possibilità di optare per l’assegnazione agevolata in luogo della cessione (e viceversa) costituisce una scelta preordinata all’esercizio di una facoltà prevista dal legislatore, dalla quale potrebbe originare un legittimo risparmio di imposta non sindacabile ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 212 del 27 luglio 2000.

 f) conferimenti di azienda

Il documento conferma le conclusioni cui si è giunti nella circolare n. 26 del 2016 in merito alla fusione/scissione precisando che le stesse siano applicabili anche nel caso di conferimenti di azienda effettuati in regime di continuità fiscale.

g) base imponibile IVA dell’assegnazione agevolata

È stato ribadito il concetto che la base imponibile per il calcolo dell’IVA consiste nel valore residuo dei beni al momento del prelievo o della destinazione dei medesimi. L’Agenzia ha solo precisato meglio il concetto già espresso nella circolare n. 26 del 2016 cui si rinvia.

(Nello stesso senso risposta a quesito n.183-2012/T est. F. Raponi, in Cnn Notizie del 29 agosto 2013).

h) rettifica della detrazione per le assegnazioni fuori campo IVA

È stato precisato che anche nella assegnazione di un bene rileva la rettifica della detrazione. Non solo per le assegnazioni in regime di esenzione, ma anche per quelle fuori campo IVA, quelle in cui la detrazione dell’IVA non è avvenuta in ragione del loro acquisto presso un soggetto privato, ovvero poiché l’acquisto è avvenuto prima dell’introduzione del tributo nell’ordinamento.

Il Fisco ha precisato che la rettifica in quest’ultimo caso opera limitatamente all’imposta assolta sugli eventuali interventi incrementativi operati sull’immobile dato che lo stesso è stato acquistato senza esercitare la detrazione. L’Amministrazione Finanziaria aggiunge che la rettifica dovrà riguardare interventi che non abbiano esaurito la loro utilità, nel senso che non sia ancora decorso il periodo di tutela fiscale (dieci anni) dalla loro esecuzione.

 i) trasformazione agevolata in società semplice

L’Amministrazione ha precisato che all’atto della trasformazione la società trasformanda dovrà provvedere alla chiusura della partita iva in quanto con la trasformazione si conclude l’esercizio dell’attività d’impresa. (In tal senso Studio CNN n. 92-2016/T “Trasformazione di società commerciale immobiliare in società semplice – problematiche fiscali” par. 3 Est F. Raponi).

 l) determinazione dell’imposta sostitutiva nel caso di assegnazione/cessione ai soci di terreni agricoli sui quali insistono fabbricati rurali

È stato precisato che la rendita catastale attribuita al fabbricato rurale costituisce un elemento solo indicativo della potenzialità reddituale autonoma dell’edificio, in quanto il reddito dominicale dei terreni è comprensivo anche della redditività delle costruzioni asservite. Il fabbricato, pertanto, assume autonoma rilevanza fiscale solo nel caso in cui vengano a mancare i requisiti di cui all’articolo 9 del DL n. 557 del 1993 (cfr. risoluzione 6 agosto 2009, n. 207).

Tale principio trova applicazione anche ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva dovuta, ai sensi dell’articolo 1, comma 117, della legge n. 208 del 2015, nelle ipotesi di cessione/assegnazione ai soci dei terreni agricoli con sovrastanti fabbricati rurali.

Dunque ai fini del calcolo dovrà essere utilizzato solo il valore del terreno e non rileverà il valore catastale del fabbricato rurale, benché dotato di rendita, se sia certo il suo asservimento al terreno.

 m) imposta di registro – applicazione dell’imposta minima

È stato precisato che per le assegnazioni/cessioni di immobili, soggette alle aliquote proporzionali dell’imposta di registro stabilite dall’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al TUR (ridotte alla metà), l’imposta minima di registro trova applicazione sempre nella misura di 1.000 euro, come stabilito dall’articolo 10, comma 2, del D.lgs. 14 marzo 2011, n. 23.

 n) imposta di registro – determinazione della base imponibile per le assegnazioni o cessioni di immobili ai soci

Con la circolare 1° giugno 2016, n. 26, è stato precisato che ai fini della determinazione della base imponibile per le assegnazioni/cessioni di immobili ai soci trovano applicazione anche ai fini dell’imposta di registro le regole previste per la determinazione del valore normale delle assegnazioni/cessioni dall’articolo 1, comma 117, della legge n. 208 del 2015.

Conseguentemente, nel caso in cui la società, ai fini dell’imposta sostitutiva, opti per la determinazione del valore normale sulla base del valore catastale dell’immobile, ai sensi del comma 4 dell’articolo 52 del TUR, tale opzione esplica efficacia anche ai fini della determinazione della base imponibile da assumere a tassazione per l’imposta di registro.

 

Attenzione non sarà possibile dunque:

1 effettuare l’opzione in via autonoma solo per l’applicazione dell’imposta di registro;

2 utilizzare valori diversi ai fini del calcolo della imposta sostitutiva e dell’imposta di registro. I due valori dovranno necessariamente coincidere nel senso che il valore utilizzato per le dirette (normale/catastale) costituirà anche la base imponibile per il registro.

(In senso contrario risposta a quesito n. 171-2016/T est. F. Raponi, in CNN Notizie del 27 luglio 2016).

Nella circ. n. 37 si precisa, infine, che resta ferma la possibilità per il socio di optare per l’applicazione della disciplina del cd. prezzo-valore di cui all’art. 1, comma 497, l. n. 266/2005, in presenza dei requisiti ivi previsti.

È opportuno richiamare l’attenzione sulla particolare operatività della cessione agevolata ove rileverà sempre l’ammontare del corrispettivo se superiore ai due valori normale e catastale.

 

ARGOMENTI RELATIVI ALLE IMPOSTE DIRETTE DA CONSIDERARE AI FINI DELLA DEFINIZIONE DELLA FATTISPECIE

A) Profili contabili

1) annullamento riserve contabili

La circolare n. 37 ha chiarito che l’assegnazione di un bene comporta la necessità di annullare riserve contabili (di utili e/o di capitale ) in misura almeno pari al valore contabile del bene. (Nello stesso senso risposta a quesito n. 156-2016/T est. F. Raponi, in CNN Notizie del 27 luglio 2016).

 2) le riserve da annullare devono corrispondere al valore contabile e non a quello fiscale

Il documento precisa che sarà possibile fruire della disciplina agevolativa solo in presenza di riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile dei beni, e non a quello fiscale (normale o catastale).

Ciò comporta che in caso si voglia adottare una soluzione negoziale che consenta di effettuare, l’assegnazione la prima analisi che occorre compiere riguarda la fattibilità dell’operazione sul piano contabile.

3) mancanza di riserve disponibili in misura parziale o totale

In mancanza di riserve disponibili in misura parziale o totale, l’operazione di assegnazione potrà comunque effettuarsi mediante annullamento delle riserve esistenti e accollo di passività fino a concorrenza del valore contabile del bene. In alternativa potrà essere valutata la soluzione della cessione onerosa del bene stesso.

4) valore contabile da assegnazione e valore netto contabile

La circolare precisa che è possibile attribuire al bene in sede di assegnazione un valore contabile anche diverso da quello normale/catastale purché in linea con i principi contabili di riferimento. Il valore che si può attribuire al bene in sede di assegnazione sul piano contabile potrà risultare pari, superiore o inferiore al suo precedente valore netto contabile.

 5) plusvalenza contabile derivante dall’assegnazione di beni iscritti tra le immobilizzazioni – differenza tra plusvalenza fiscale e plusvalenza contabile

L’assegnazione di beni dunque oltre a rilevare sul piano fiscale per la emersione di una plusvalenza fiscale (differenza tra valore normale/catastale del bene e suo costo fiscalmente riconosciuto – circ. 37 pag. 10 ) potrà far emergere anche una plusvalenza contabile nel caso in cui il valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione risulti superiore al suo valore netto contabile.

Tale plusvalenza, che riguarda i beni iscritti tra le immobilizzazioni, non assume rilevanza fiscale in quanto viene sterilizzata con una variazione fiscale in diminuzione.

6) distribuzione della riserva da plusvalenza contabile

La plusvalenza in argomento deve essere iscritta in bilancio e confluire tra le riserve disponibili di patrimonio netto.

La circolare precisa tuttavia che la sua eventuale futura distribuzione seguirà il regime ordinario di tassazione come dividendo in capo ai soci percettori.

7) distribuzione della riserva da plusvalenza contabile: differenza tra assegnazione e cessione

In ordine alla cessione onerosa agevolata la fattispecie rileva in misura parzialmente diversa. Nel par. 5 della circolare è stato precisato che anche nel caso di cessione si potrebbe generare una plusvalenza contabile o un differenziale positivo di reddito (nel caso di beni merce) che, incrementando l’utile d’esercizio, potrebbe confluire tra le riserve disponibili di patrimonio netto. La distribuzione di tali riserve per le società di capitali sarà tassata con le regole ordinarie previste per i dividendi in capo ai soci percettori al netto dell’importo della differenza assoggettata ad imposta sostitutiva dalla società. Ciò a differenza della assegnazione ove invece l’agevolazione è stata già riconosciuta all’atto dell’effettuazione dell’operazione.

8) plusvalenza derivante dall’assegnazione di beni merce

La circolare n. 37 precisa che alle medesime conclusioni indicate per beni iscritti tra le immobilizzazioni si perviene anche nel caso di assegnazione di beni merce da cui emerga un differenziale positivo di reddito rilevato in contabilità (plusvalenza contabile).

 9) minusvalenze e componenti negativi derivanti dall’assegnazione agevolata

L’Agenzia delle Entrate ha indicato una possibile diversa rilevanza delle minusvalenze e dei componenti negativi derivanti dall’assegnazione agevolata a seconda che riguardino i beni iscritti tra le immobilizzazioni oppure beni merce.

Rispetto ai primi (immobilizzazioni) al pari della plusvalenza contabile non assume rilevanza ai fini della determinazione del reddito d’impresa la minusvalenza che si genera in sede di assegnazione e pur in presenza di una base imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva dell’8 o del 10 per cento pari a zero.

Invece, per effetto della assegnazione di beni merce che dà origine ad un componente negativo di reddito il differenziale negativo di reddito rilevato in contabilità (ricavi e costi) assume rilevanza ai fini della determinazione del reddito d’impresa.

 B) Contemporanea assegnazione di beni che producono componenti positivi e negativi

L’amministrazione ha indicato la soluzione per compensare componenti negativi e componenti positivi di reddito.

In presenza dell’assegnazione agevolata di più beni se vengono effettuate sia assegnazioni di beni merce che di altri beni, le sole componenti negative di reddito che originano dall’assegnazione di beni merce devono essere “utilizzate” per ridurre l’importo di quelle positive sulle quali è applicabile l’imposta sostitutiva.

Si può ragionevolmente ritenere che le conclusioni siano sostenibili anche con riferimento a più assegnazioni in favore di soci diversi.

 C) Imposta sostitutiva sulle riserve in sospensione

Nel paragrafo 1.4 è stato precisato che per consentire la fuoriuscita dei beni oggetto di assegnazione agevolata possono essere liberate riserve in sospensione d’imposta (riserve da precedenti rivalutazione dei beni) con applicazione dell’imposta sostitutiva del 13%.

È stato ulteriormente chiarito che il pagamento dell’imposta sostitutiva del 13 per cento, operato dalla società, su tali riserve libera le riserve utilizzate in sede di assegnazione ed è definitivo e liberatorio anche per i soci assegnatari di qualsiasi ulteriore tassazione.

Il socio assegnatario, indipendentemente dall’entità delle riserve annullate contabilmente, assoggetterà a tassazione come dividendo il valore normale/catastale del bene assegnato, al netto degli importi assoggettati a imposta sostitutiva dalla società e pari alla somma dei valori che scaturiscono oltre che dalla differenza tra il valore normale/catastale e il valore fiscale dei beni assegnati (sulla quale si applica l’imposta sostitutiva dell’8% o del 10,5%) anche dalla entità delle riserve in sospensione d’imposta annullate per consentire l’assegnazione dei beni ai soci.

Possono essere liberate riserve di importo non superiore a quello utilizzato in sede contabile.

Possono essere utilizzate riserve in sospensione solo dopo aver utilizzato le altre riserve di utili e di capitale.

 D) effetti fiscali applicabili al socio di società di persone

È stato precisato anche nelle società di persone potrebbe verificarsi il caso del “sottozero”.

L’ipotesi riguarda il caso in cui il socio riceva in assegnazione un bene il cui valore normale/catastale risulti maggiore rispetto al costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (precedentemente aumentato della differenza assoggettata a imposta sostitutiva dalla società). Questo differenziale negativo sarà assoggettato a tassazione secondo le regole ordinarie che prevedono la tassazione come utile di tale differenziale negativo ai sensi dell’articolo 47, comma 7, del TUIR.

Altra novità riguarda la precisazione che la tassazione del sottozero può verificarsi anche nel caso in cui l’assegnazione sia effettuata da società in contabilità semplificata, non essendo prevista una specifica deroga in tal senso dalle norme del TUIR.

 E) assegnazione dei beni nel caso di recesso soci

È stata fatta una precisazione in ordine alla deducibilità della differenza da recesso liquidata in natura da parte della società di persone da cui si receda.

In linea generale è stato precisato che il plusvalore latente non resta nel patrimonio della società e, quindi, su tale plusvalore non si realizza un fenomeno di doppia tassazione sui soci rimanenti che giustifichi il riconoscimento di un costo in capo alla società, così come delineato nella fattispecie chiarita dalla risoluzione n. 64/E del 2008.

(Si veda al riguardo con conclusioni diverse Studio CNN n. 74/2014T “Profili fiscali del recesso dalla società e dell’assegnazione di beni ai soci” Est. F. Raponi).

 Francesco Raponi

DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE. “ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DEI BENI AI SOCI. I PRIMI CHIARIMENTI FORNITI L’1 GIUGNO. IN ARRIVO UNA SECONDA CIRCOLARE”

COMUNICATO STAMPA

Roma, 7 settembre 2016 – In riferimento all’assegnazione agevolata dei beni ai soci, prevista dalla Legge di Stabilità 2016, l’Agenzia delle Entrate precisa di aver fornito le linee guida interpretative con la circolare n. 26/E del 1° giugno 2016, 4 mesi prima del termine ultimo per l’effettuazione dell’assegnazione agevolata.

Successivamente alla pubblicazione di questo documento di prassi, gli operatori tecnici e professionali hanno posto ulteriori quesiti applicativi e richiesto chiarimenti su casi specifici che troveranno risposta in una seconda circolare che sarà resa disponibile nei prossimi giorni.

COSTITUZIONE DEL DIRITTO DI ABITAZIONE DA PARTE DEL NUDO PROPRIETARIO E DIVIETO DI CUI ALL’ART. 771 C.C.

Quesito Civilistico n. 808-2014/C

Si chiede se la costituzione del diritto di abitazione a termine iniziale effettuata dal nudo proprietario, con termine coincidente con la morte dell’attuale usufruttuario ricada nel divieto di donazione di beni futuri ex art. 771 c.c., intendendo il diritto oggetto dell’atto dispositivo come un bene soggettivamente futuro.

Premesso che il tema in esame è stato affrontato principalmente con riferimento al diritto di usufrutto, ma che le relative considerazioni appaiono estensibili anche al diritto di abitazione, può osservarsi che sono state sostenute al riguardo due tesi.

Autorevole dottrina (1) ritiene legittimo che il nudo proprietario costituisca il diritto di usufrutto a decorrere dal momento della morte del primo usufruttuario soltanto mediante un atto a titolo oneroso. Una donazione con questo oggetto sarebbe invece nulla per contrasto col divieto di donazione di beni futuri, ex art. 771 c.c. Il nudo proprietario, in quanto tale, non è titolare attualmente del diritto di usufrutto e pertanto, donandolo, andrebbe a disporre di un diritto futuro.

Altra dottrina (2) e alcuni precedenti di questo Ufficio (3), invece, ritengono ammissibile la costituzione di usufrutto da parte del nudo proprietario, non essendo violato il divieto di donazione di beni futuri. Da un lato, si afferma che la ricostruzione testé indicata non è condivisibile in quanto legata ad una visione della riserva di usufrutto come “doppio negozio” ormai superata dalla dottrina oggi dominante; dall’altro, si esclude che il diritto di usufrutto sia, in questo caso, un diritto futuro.

Il nudo proprietario, infatti, in forza del principio legale della consolidazione dell’usufrutto alla nuda proprietà, è già titolare dell’usufrutto successivo a quello spettante all’attuale usufruttario, ancorché sottoposto al termine iniziale dell’estinzione dell’usufrutto attuale. «Che questo diritto di usufrutto sottoposto a termine iniziale si trovi già nel patrimonio del nudo proprietario è innegabile visto che esso, per effetto legale, alla morte dell’usufruttuario (o comunque all’estinzione dell’usufrutto) si consoliderà automaticamente alla nuda proprietà. La nuda proprietà comprende infatti il diritto di godere in futuro pienamente la cosa e appunto per ciò ha un valore economicamente valutabile. […] Donando il diritto di usufrutto (con termine iniziale dall’estinzione dell’usufrutto oggi spettante ad un terzo) su un bene di cui è nudo proprietario, il donante sta già depauperando, senza riserva e con effetto ex nunc, il suo patrimonio; sta donando un diritto attuale che già esiste nel suo patrimonio. Egli è infatti titolare oggi del diritto di usufrutto con termine iniziale e dona oggi il diritto di usufrutto con termine iniziale» (4).

A tali considerazioni si può, inoltre, aggiungere il fatto che l’usufrutto è un diritto limitato nel tempo (poiché non può durare oltre la vita dell’usufruttuario e, comunque, non può eccedere i trent’anni) e, pertanto, può ammettersi che la nascita del nuovo usufrutto venga prevista per il periodo successivo all’estinzione del primo, sempre che il secondo usufruttuario sopravviva a codesta estinzione (5).

Tale dottrina afferma, dunque, che si tratti di un diritto esistente e non futuro, in virtù della certezza del consolidamento della proprietà. La donazione in esame sarebbe pertanto un contratto perfetto, avente ad oggetto un diritto di cui il donante è già titolare, la cui efficacia reale è differita alla scadenza del termine iniziale (ed alla sopravvivenza del donatario fino a tale data), senza che possa venire in rilievo il divieto di cui all’art. 771 c.c.

Aderendo a tale ultima ricostruzione, appare possibile la costituzione a titolo di donazione del diritto di abitazione da parte del nudo proprietario per il tempo in cui si sarà estinto l’attuale usufrutto.

Si segnala, da ultimo, che il diritto di abitazione costituito a titolo di donazione da parte del nudo proprietario risulterà soggetto – come si è visto – oltre al termine iniziale coincidente con la morte dell’attuale usufruttuario anche alla condizione sospensiva della premorienza di quest’ultimo rispetto al donatario (6).

 

Marco Bellinvia

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  • SANTORO PASSARELLI, Nullità della riserva di usufrutto da parte del nudo proprietario, in Vita not., 1951, p. 49; in giurisprudenza, Trib. Catanzaro, 10 gennaio 1950, in Foro padano, 1950, I, p. 1211. Ambigua appare Cass., 19 ottobre 1957, n. 3985 in Civ., 1958, p. 717, secondo la quale «non contrasta con l’essenza dell’usufrutto e col suo carattere di temporaneità la costituzione di un usufrutto successivo, in favore di più persone fisiche tutte viventi al momento della costituzione stessa, mediante un atto tra vivi diverso dalla donazione. Nessun divieto al riguardo è posto dalla legge. E, d’altro canto, la temporaneità dell’usufrutto successivo costituito mediante un tale atto tra vivi è assicurata dalla necessità che tutti i beneficiari di esso siano viventi al momento della costituzione».
  • SGROI, Brevi note in tema di donazione dell’usufrutto da parte del nudo proprietario, in Vita not., 1991, p. 1164 e ss.;TORRENTE, La donazione, in Trattato di diritto civile e commerciale, già diretto da A. Cicu, F. Messineo, L. Mengoni, continuato da P. Schlesinger, II edizione, a cura di U. Carnevali e A. Mora, Milano, 2006, p. 274; PUGLIESE, Usufrutto, uso e abitazione, in Trattato di diritto civile, diretto da F. Vassalli, Torino, 1972, p.140, il quale critica espressamente la sentenza del Trib. Catanzaro indicata nella nota che precede; COPPOLA, La donazione con riserva di usufrutto, in Trattato di diritto delle successioni e delle donazioni, diretto da G. Bonilini, VI, Milano, 2009, p. 919; STUCCHI, L’usufrutto successivo negli atti tra vivi, in not., 2011, 1, p. 102, il quale esclude anche che tale fattispecie possa violare il divieto di usufrutto successivo.
  • Quesito n. 2043, a cura di A. RUOTOLO; quesito n. 88-2009/I, a cura di D. BOGGIALI; Quesito n. 539-2010/C, a cura di D. BOGGIALI.
  • SGROI, cit., p. 1169.
  • Così PUGLIESE, Usufrutto, uso e abitazione, cit., p. 140; PALERMO, Usufrutto, uso e abitazione, in Sist. Bigiavi, Torino, 1978, p. 394; in tal senso anche Appello Napoli 26 marzo 1942, in Mon. Trib., 1943, 55.
  • In tal senso BOGGIALI, quesito n. 88-2009/I, secondo la quale, una volta accettata la donazione, «il contratto si è perfezionato e il beneficiario ha acquistato la titolarità di un diritto sottoposto a termine iniziale e a condizione sospensiva, sui quali non influisce la morte di Caia [cioè la nuda proprietaria)».